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Il TAR del Lazio annulla il diniego del visto d'ingresso per difetto di istruttoria.

Il difetto di istruttoria in materia di visti d'ingresso.

Il TAR del Lazio annulla il diniego del visto d'ingresso per difetto di istruttoria.

 

 

 

 

 

 

 

 

Con sentenza n. 14505 del 29 ottebre 2015, la Sezione Terza Ter del TAR del Lazio ha accolto il ricorso di una cittadina keniota proposto contro il Ministero degli Affari Esteri e l'Ambasciata d'Italia a Nairobi, condannando le amministrazioni resistenti al pagamento delle spese legali.

La ricorrente, assistita dall'Avv. Santaniello Luca, impugnava il provvedimento di diniego del visto d'ingresso emesso dall'ambasciata italiana a causa del cd. rischio migratorio. La difesa della ricorrente contestava, oltre al difetto di motivazione, anche la violazione degli artt. 7 e 10 bis della Legge n. 241 del 1990, in quanto l'Ambasciata d'Italia a Nairobi non aveva inviato alcun preavviso di rigetto alla ricorrente prima di emettere il provvedimento di diniego.

A norma dei predetti articoli, infatti, prima dell'emanzione di un provvedimento negativo, la Pubblica Amministrazione è tenuta ad informare la persona interessata sui motivi ostativi all'accoglimento della domanda, al fine di consentirle la presentazione di ulteriori documenti. Tuttavia, nonostante le suddette prescrizioni, spesso gli uffici visti delle ambasciate italiane non inviano il preavviso di rigetto ai richiedenti, nè informano le persone interessate dei motivi che impediscono l'accoglimento delle domande di visto. Tale prassi, ammissibile soltanto quando l'Amministrazione dimostri l'inutilità degli eventuali apporti documentali, è stata più volte sanzionata dal TAR del Lazio che in più occasioni ha annullato i provvedimenti di diniego quando questi risultano essere viziati dal difetto di istruttoria. 

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Sull'argomento vedi anche:

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Pubblicato il 11 Gennaio 2016

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