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La Banca d'Italia apre alla Finanza Islamica

Il Governatore Visco interviene sulla Finanza Islamica

La Banca d'Italia apre alla Finanza Islamica

 

 

 

 

 

 

 

 

Si è appena concluso il quarto Forum dell'Islamic Financial Services Board, l'organizzazione non governativa (con sede in Kuala Lumpur, Malesia) i cui scopi principali sono quelli di promuovere e regolamentare lo sviluppo dei servizi finanziari di diritto islamico.

Il Forum di quest'anno, dal titolo The European Challenge, è stato organizzato in collaborazione con la Banca d'Italia, che ha messo a disposizione anche la sua sede principale di Roma, per l'importante evento internazionale.

Non solo un patrocinio, quindi, ma una vera e propria inversione di tendenza, da parte della Banca Centrale di Italia e delle massime autorità economiche italiane, nei confronti della Finanza Islamica, per troppo tempo snobbata e trascurata dagli operatori economici italiani, anche a causa di pregiudizi e false conoscenze sulla materia.

Il Governatore Visco, intervenuto nel corso del Forum, ha sottolineato il grande sviluppo della Finanza Islamica, vale a dire quel modello di finanza basato sul rispetto della legge islamica (la Shari'a). Secondo i dati forniti dal Governatore della Banca d'Italia, sono circa 1900, i miliardi di dollari investiti tramite le banche e i fondi di investimento di diritto islamico. Un'opportunità, quindi, da non poter trascurare, soprattutto se si vuol dar fiato all'economia italiana.

Per sapere di più sulla Finanza Islamica, leggi anche:

Cos'è la Finanza Islamica?

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Il Mudarabah: una parte fornisce il capitale, l'altra il lavoro

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Pubblicato il 09 Aprile 2013

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