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La responsabilitÓ dell'albergatore nel diritto internazionale

La Convenzione del 1962 sulla responsabilitÓ degli albergatori per i beni di proprietÓ dei viaggiatori

La responsabilitÓ dell'albergatore nel diritto internazionale

 

 

 

 

 

 

 

 

La Convenzione del Consiglio d'Europa sulla responsabilità degli albergatori per i beni di proprietà dei viaggiatori, fu aperta alle firme il 17 dicembre 1962 a Parigi ed entrò in vigore in Italia nel 1979.

Ai sensi di tale Convenzione e dei suoi allegati, l'albergatore è responsabile per qualsiasi danno, distruzione o perdita dei beni di proprietà del viaggiatore, durante il suo soggiorno nell'albergo.

La Convenzione prevede che gli Stati contraenti possano limitare la responsabilità degli albergatori; in genere, questa non dovrebbe essere superiore all'equivalente di 3 mila franchi svizzeri. Tuttavia, sempre secondo la Convenzione, la responsabilità dell'albergatore è illimitata quando i beni siano stati depositati presso l'albergo, oppure il danno, la distruzione o la perdita, siano stati causati dalla negligenza dell'albergatore, o quando l'albergatore abbia rifiutato di ricevere in custodia i beni del viaggiatore.

Infatti, l'albergatore può rifiutarsi di ricevere in custodia denaro o altri beni soltanto se tali beni rappresentino un pericolo, oppure, in considerazione delle dimensioni o delle condizioni dell'hotel, siano di valore o di grandezza eccessiva.

L'albergatore non sarà considerato responsabile se il danno, la distruzione o la perdita dei beni di proprietà del viaggiatore, sia stata causata dallo stesso viaggiatore, oppure da una causa di forza maggiore o dalla natura dello stesso bene. 

Le disposizioni della Convenzione e dei suoi allegati, non si applicano agli animali, nè ai veicoli.

Non tutti i Paesi membri del Consiglio d'Europa hanno ratificato tale Convenzione. Così ad esempio, se è possibile chiedere l'applicazione della Convenzione in Francia, Germania, Olanda e Belgio, non sarà possibile in Spagna, in Portogallo, in Svizzera, o anche in Grecia e Russia, dove, però, sarà possibile chiedere il risarcimento secondo il diritto interno.

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Pubblicato il 16 Ottobre 2013

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